You are currently browsing the monthly archive for Maggio 2008.
Si chiama Asteroid Deflection Research Center (ADRC) ed è il primo centro di ricerca internazionale dedicato alla progettazione di tecnologie pensate per deviare la traiettoria di eventuali asteroidi in rotta di collisione con la Terra. Sottoscritto in aprile dall’Office of the Executive Vice President and Provost del governo degli Stati Uniti, l’ADRC si è stabilito nel campus della Iowa State University.
74 milioni di anni fa un asteroide delle dimensioni di un chilometro e mezzo di diametro impattò nel centro dello Stato dell’Iowa, negli Stati Uniti, provocando un cratere di 37 chilometri. 65 milioni di anni fa un altro asteroide ben più grande, largo più di 9 chilometri e mezzo, colpì la Terra vicino all’odierna penisola dello Yucatan, in Messico, creando il cratere di Chicxulub, con un diametro di 171 chilometri.

Parlando di milioni di anni si potrebbe pensare che il rischio di una prossima collisione risulti molto improbabile. Niente di più sbagliato! Infatti solo 100 anni fa, il 30 giugno del 1908, un piccolo asteroide di 10 metri esplose nei cieli di Tunguska, in Siberia. L’esplosione distrusse gli alberi e il resto della vegetazione in un’area di 500 mila acri. Ma se l’esplosione fosse occorsa solo quattro ore più tardi San Pietroburgo e Mosca sarebbero state completamente spazzate via da una forza distruttrice pari a 500 bombe nucleari.
Andrew Schwartz e colleghi dell’Università di Pittsburgh hanno compiuto un vero e proprio salto in avanti nella comprensione di come il cervello opera, utilizzando un’interfaccia robotica-cerebrale. Nel loro studio sono stati capaci di fare muovere un braccio meccanico con il pensiero di una scimmia.
Una piccola sonda è stata impiantata nella corteccia motoria primaria dell’animale, la regione del cervello che controlla i movimenti. Un particolare software invece è stato usato per interpretare gli impulsi elettrici del cervello e tradurli in movimento attraverso un braccio robotico. Il braccio possedeva delle articolazioni simili a quelle umane e all’estremità era collocata una pinza che mimava la funzione di una mano.
Dopo un breve periodo di allenamento due scimmie alle quali era stato bloccato un braccio erano in grado di utilizzare perfettamente quello meccanico afferrando caramelle e pezzi di frutta che poi portavano con successo fino alla bocca (vedi il filmato).
In uno studio pilota alcuni ricercatori dell’Università di Edimburgo, Inghilterra, hanno introdotto nella cavità addominale di topi dei nanotubi in carbonio osservando la formazione di lesioni simili a quelle prodotte dalle fibre dell’amianto.
I nanotubi in carbonio sono delle strutture cilindriche trecento volte più sottili di un capello umano. Godono di proprietà meccaniche ed elettriche molto importanti e, a quasi venti anni dalla loro scoperta, sono ormai impiegati nella costruzione di molti prodotti di consumo, come racchette da tennis o telai di biciclette, e nella realizzazione di diverse tecnologie all’avanguardia.

La loro forma cilindrica però è molto simile a quella delle fibre dell’amianto che, negli anni passati, analogamente all’attuale successo dei nanotubi, hanno avuto un peso molto importante nelle produzioni industriali. Questa caratteristica del materiale, accompagnata alla sua sempre più larga diffusione, ha spinto gli scienziati a interrogarsi sulla possibilità che anche i nanotubi in carbonio potessero causare il mesotelioma: un particolare tipo di cancro che colpisce il mesotelio, cioè lo strato di cellulare che ricopre la superficie del torace e della cavità addominale, anche 30 o 40 anni dopo il periodo di esposizione.
Rifiutando gli emendamenti del Partito Conservatore con una maggioranza di 336 no contro 176 sì, la Camera dei Comuni inglese ha approvato il 19 maggio la modifica della legge sulle cellule embrionali dando così il via alla ricerca sugli embrioni ibridi.
L’Inghilterra diventa così il primo paese al mondo nel quale sarà possibile iniettare il nucleo di una cellula umana dentro un ovulo animale, o viceversa, dando origine a uno zigote ibrido. I ricercatori inglesi potranno quindi lavorare su cellule staminali embrionali analoghe a quelle umane. Infatti non si realizzeranno chimere metà uomo e metà animale, in quanto non c’è nessun miscuglio a livello di Dna.

L’embrione non potrà essere impiantato in un utero e dovrà essere distrutto entro 14 giorni, ricavando cellule staminali utili allo sviluppo di tessuti e per lo studio di malattie come l’Alzheimer, il Parkinson e il diabete.
Ovviamente i conservatori urlano allo scandalo condannando la ferita inferta all’essenza della vita umana e la perdita di valori di una parte del mondo della ricerca sempre più orientata al solo profitto.




Commenti Recenti