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Alcuni ricercatori dell’Università di Picardie Jules Verne in Amien, Francia, hanno analizzato gli stimoli cerebrali sottostanti alle erezioni indotte da stimoli sessuali visivi. Il loro sospetto è che i neuroni specchio, una classe di cellule cerebrali che si attivano sia quando la persona compie un’azione, sia quando la osserva eseguita da altri, giochino un ruolo attivo nella risposta a questi stimoli.
I ricercatori hanno chiesto a 8 giovani uomini di visionare tre tipologie di video, una delle quali era particolarmente ricca di materiale a sfondo erotico e sessuale esplicito (per usare un eufemismo). Mentre i volontari guardavano i film i ricercatori guardavano i loro cervelli usando la Risonanza magnetica funzionale per immagini (fMRI).
Dettaglio della scultura in marmo “Il ratto di Proserpina”
(Bernini, 1621-1622, per il Cardinale Scipione Borghese)
La fMRI è una tecnica che permette di mappare in tempo reale il flusso sanguigno nelle diverse aree del cervello suggerendo quindi la presenza o meno di un’attivazione cerebrale in risposta a stimoli controllati sperimentalmente.
Un gruppo di scienziati della Penn State University, Usa, ha scoperto una nuova specie di batterio rimasta intrappolata per 120 mila anni nei ghiacci della Groenlandia a più di tre chilometri di profondità.
I risultati dell’analisi del nuovo organismo sono stati presentati da Jennifer Loveland-Curtze e Jean Brenchley della Penn State University, al 108° Meeting della Società Americana di Microbiologia Generale il 3 giugno a Boston.

L’immagine di una scansione al microscopio elettronico di
Chryseobacterium greenlandensis, il batterio trovato
nei ghiacci della Groenlandia (Fonte: Penn State)
Questa nuova specie di batterio appartiene a una categoria di organismi ultra piccoli, i quali sono così sottili da essere capaci di passare attraverso i filtri microbiologici. Alcune di queste specie sono state trovate perfino nell’acqua ultra purificata utilizzata per le dialisi.
Dopo 24 giorni di ricerche continue dal suo atterraggio sulla superficie marziana la sonda Phoenix ha finalmente trovato ciò che stava cercando: acqua ghiacciata. Lanciata nell’agosto del 2007 la sonda ha infatti l’obiettivo di descrivere la storia dell’acqua su Marte e valutare se sul pianeta sia mai esistita qualche forma di vita.
Phoenix si tiene in costante contatto con la Terra utilizzando un particolare software di messaggi istantanei. In questa specie di chat le operazioni eseguite da Phoenix vengono registrate in prima persona, proprio come se fosse lo stesso lander a commentare il proprio lavoro. Ed è stata proprio la sonda il 15 giugno ad avvisare gli scienziati del ritrovamento di alcuni strani frammenti.

In basso a sinistra sono visibili i frammenti di ghiaccio (Fonte: NASA/
JPL-Caltech/University of Arizona/Texas A and M University)
Raschiando il terreno con i suoi arti meccanici, Phoenix ha infatti fatto emergere qualcosa dalla sabbia. La fotocamera equipaggiata sul lander ha potuto osservare alcuni frammenti bianchi grandi un paio di centimetri. Appena viste le immagini i ricercatori hanno subito ipotizzato che si trattasse di ghiaccio. Tuttavia non era ancora possibile stabilire se le “pepite” trovate dal lander fossero davvero pezzi di ghiaccio oppure frammenti di sale.






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