Secondo un sondaggio condotto da Dietram Scheufele, docente di comunicazione della scienza all’università di Wisconsin-Madison, Usa, e pubblicato su Nature Nanotechnology, gli scienziati sarebbero molto più preoccupati dei possibili pericoli ambientali e sanitari legati alla diffusione dei prodotti nanotecnologici, rispetto al pubblico generico.

L’indagine è stata condotta intervistando un campione di famiglie americane e 363 scienziati e ingegneri, sempre americani, esperti in nanotecnologie. Il 20 per cento degli scienziati ha risposto di essere preoccupato per la possibile emergenza di nuove forme di inquinamento, contro il 15 per cento del pubblico generico. Il 30 per cento degli scienziati ha poi risposto di ritenere probabile un rischio anche per la salute umana, contro il 20 per cento del pubblico.

Molecola nanotech

 

«Gli scienziati non stanno dicendo che le nanotecnologie comporteranno dei problemi – ha spiegato Scheufele – ma semplicemente che non lo sanno perché ricerche su questo argomento non sono ancora state fatte». L’opinione di Scheufele è che la percezione pubblica positiva sulle nanotecnologie potrebbe disincentivare i decisori politici a finanziare la ricerca sui temi della sicurezza.

Fonte: Nature Nanotechnology

Questo articolo è stato pubblicato su Le Scienze, n. 473, gennaio 2008, p.28.
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