Anche voi non ne potete più di vedere i politici che si parlano addosso nei vari talk televisivi? In quei teatrini stile scarica barile all’italiana dove nella maggior parte dei casi si fa solo tanto chiasso e alla fine si dice poco o nulla di davvero rilevante? Mi dispiace per voi, perché in clima di campagna elettorale le cose peggioreranno di certo.

Ma quel che più sorprende è accorgersi che alla fine i politici la sanno più lunga di quel che sembra, perché proprio la regola del “demonizza e convinci” risulta essere la strategia vincente per guadagnare il consenso degli elettori più giovani.Berlusconi e Bush

A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of Consumer Research, secondo il quale negli elettori dai 18 ai 23 anni gli slogan politici negativi che cercano di demonizzare l’avversario producono una maggiore migrazione di voti rispetto a quelli positivi.

Nel loro studio i ricercatori della Università di Notre Dame, Indiana e della University of Texas at Dallas hanno utilizzato i veri slogan elettorali realizzati nelle elezioni presidenziali americane nel 2004 e hanno mostrato che sebbene le dichiarazioni politiche negative fossero esplicitamente sgradite dagli studenti le stesse riuscivano ad esercitare una penetrazione maggiore nei giovani rispetto a quelle positive.

A un gruppo di studenti del college è stato chiesto di indicare la loro preferenza elettorale su una scala a sette punti ai cui estremi era indicata la massima preferenza a Bush e nell’altro la massima preferenza a Kerry. A ogni partecipante veniva poi mostrato uno slogan politico e successivamente veniva chiesto loro di riassegnare nuovamente la loro preferenza nella scala.

Gli studiosi hanno osservato che benché i partecipanti ritenessero più persuasive le dichiarazioni positive pro-candidato rispetto a quelle negative anti-opponente, complessivamente le dichiarazioni negative producevano un maggior movimento lungo i sette punti della scala, producendo quindi sia un consolidamento che un indebolimento del supporto nei confronti dell’iniziale candidato.

Fonte: Journal of Consumer Research