Contrariamente a quanto di solito si crede noi umani possediamo un udito più preciso rispetto agli altri animali, come ad esempio il nostro amatissimo cane. Un gruppo di ricercatori della Hebrew University, a Gerusalemme, ha dimostrato sperimentalmente per la prima volta che la nostra specie possiede la straordinaria capacità di distinguere piccolissime differenze nelle frequenze del suono.

E’ noto che diverse specie di animali terrestri e acquatici riescono a percepire suoni a lunghezze d’onda più basse e più alte rispetto a quelle che noi riusciamo a sentire. Tuttavia il nostro cervello è talmente raffinato da riuscire a percepire minuscole differenze di suono che questi stessi animali invece non sembrano essere in grado di distinguere.

Orecchio

Israel Nelken e Alexander Silberman hanno utilizzato un tecnica per registrare l’attività dei singoli neuroni della corteccia uditiva di alcuni volontari i quali erano esposti a dei suoni. Misurando le risposte delle singole cellule neurali al suono artificialmente prodotto i ricercatori hanno osservato che singoli neuroni rispondevano a specifiche frequenze in modo inaspettatamente preciso.

Singoli neuroni si attivavano oppure no addirittura al passaggio da un quarto di tono all’altro. Considerando che nella teoria musicale occidentale l’intervallo più piccolo è di mezzo tono, questo ci può dare l’idea della raffinatezza della nostra corteccia uditiva.

Una tale precisione non ha riscontri nei sistemi uditivi di altri mammiferi (L’unica eccezione potrebbe riguardare i pipistrelli, i quali, come noto, hanno sviluppato un sistema uditivo davvero particolare). I risultati dello studio, pubblicati su Nature suggeriscono quindi che la rappresentazione neurale della frequenza nel cervello umano possiede caratteristiche davvero uniche.

Fonte: Nature