Avere una bassa posizione sociale aumenta la probabilità di ricorrere a sostanze stupefacenti se messi di fronte a situazioni di stress. Non è ancora chiaro se questo valga anche per l’uomo, ma Warren Gould e Michael Nader della Wake Forest University School of Medicine, North Carolina, sono abbastanza sicuri che almeno per le scimmie funzioni proprio così.

I ricercatori hanno studiato otto maschi di una particolare specie di macachi caratterizzata da una struttura sociale molto complessa, nella quale la gerarchia sociale viene stabilita attraverso lo scontro fisico e il mantenimento di chiari segnali aggressivi.

Macachi

In un esperimento quattro scimmie dominanti e quattro scimmie subordinate sono state esposte ognuna alla medesima situazione di stress. Gli animali venivano prelevati temporaneamente dal loro gruppo e messi in un nuovo ambiente assieme a quattro scimmie sconosciute. L’intrusa era fisicamente al sicuro, ma poteva osservare direttamente i comportamenti aggressivi delle altre quattro scimmie.

Dopo 40 minuti ogni intrusa veniva messa in condizione di scegliere se consumare del comune cibo oppure della cocaina. I ricercatori hanno quindi osservato che le scimmie subordinate dopo essere state sottoposte alle medesime situazioni di stress erano più propense al consumo di cocaina rispetto ai soggetti dominanti.

Precedentemente alle scimmie era stato iniettato del glucosio radioattivo, una sostanza che può essere captata dalla Pet rivelando così le zone a elevato metabolismo (Si tratta di un elemento innocuo che viene utilizzato anche nell’uomo). Comparando le due Pet prima e dopo l’esperimento per ognuna delle otto scimmie, i ricercatori hanno osservato che gli esemplari subordinati mostravano un livello di attività neurale nell’amigdala e nell’ippocampo inferiori rispetto ai soggetti dominanti. I ricercatori ipotizzano che le scimmie subordinate abbiano sviluppato una ridotta attività cerebrale in risposta alla costante situazione di stress ambientale alla quale sono sottoposte rispetto alla vita più tranquilla dei soggetti dominanti.

Secondo i ricercatori queste differenze nell’attività cerebrale e nella propensione al consumo della cocaina tra differenti gruppi sociali può offrire indizi importanti sul contesto sociale in cui ha origine il consumo e la dipendenza umana dalle droghe. «Crediamo che questo tipo di ricerche possono essere utili per identificare strategie di prevenzione e trattamento più efficaci – ha spiegato Nader – come ad esempio il miglioramento delle condizioni socio economiche dei soggetti a rischio e l’identificazione dei cambiamenti nell’attività cerebrale dei soggetti ansiosi e depressi propensi all’abuso di droghe».

Fonte: Wake Forest University Baptist Medical Center