Astronomi della Ohio State University, Usa, hanno scoperto un particolare sistema stellare binario considerato essere progenitore di un raro tipo di supernova. Lo studio, finanziato dalla National Science Fondation (NSF) statunitense, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters.

Con i termini sistema stellare binario si intende solitamente una coppia di stelle simili al nostro Sole che ruotano una attorno all’altra attratte dalla forza gravitazionale generata dalle rispettive masse. In questo caso però le stelle si trovano talmente vicine da condividere persino una grande quantità di materiale stellare.

Sistema stellare binario

L’anomalo corpo celeste, che assomiglia per la bizzarra forma a una sorta di “arachide stellare”, si trova a 13 miliardi di anni luce dalla Terra all’interno della piccola galassia denominata Holmberg IX, la quale orbita a sua volta nella più grande M81. Le masse delle due stelle, ognuna delle quali è grande da 15 a 20 volte le dimensioni del nostro Sole, erano in verità state individuate già nel 1980. Tuttavia gli astronomi non erano riusciti a identificare correttamente la natura del corpo celeste.

Utilizzando il Large Binocular Telescope (LBT) nel Monte Graham in Arizona, José Prieto e Kris Stanek sono riusciti a interpretare il tipico modello di luminosità emesso da queste stelle. Si tratta infatti di un ciclo ripetitivo nel quale una stella si sovrappone all’altra bloccando le emissione di quest’ultima in attesa del successivo ciclo. Dalla Terra la luminosità subiva quindi impennate e cali ciclici facendo quindi apparire prima una stella doppia e poi una stella unica.

La coppia di astronomi aveva scoperto un analogo sistema stellare binario a soli 230 mila anni luce dalla Terra nella Nube di Magellano. Ecco quindi perché sono riusciti a interpretare correttamente lo strano modello di luminosità che nel 1980 aveva fuorviato la corretta identificazione delle due stelle.

Inoltre questo bizzarro sistema stellare binario possiede la caratteristica di essere costituito da due stelle talmente vicine da condividere buona parte del loro stesso materiale. «Quando due stelle orbitano così vicino l’evoluzione di una avrà effetti sul destino dell’altra – ha spiegato Prieto. «È possibile che due stelle supergiganti come queste evolvano molto più lentamente e che quindi impieghino molto più tempo nella loro fase gialla rispetto alle altre stelle. Abbastanza perché una delle due possa trasformarsi in una supergigante gialla per poi esplodere in una grande supernova».

Fonte: Astrophysical Journal Letters