Nel campo delle nanotecnologie gli Usa investono in ricerche sulla sicurezza solo la metà rispetto all’Europa. Lo rivela uno studio condotto dal Project on Emerging Nanotechnologies (PEN), una partnership tra il Woodrow Wilson International Center for Scholars e il Pew Charitable Trust, che dall’aprile 2005 si dedica ad assicurare il controllo di eventuali rischi per la salute e l’ambiente legati allo sviluppo delle biotecnologie.

Il PEN ha preso in esame i progetti sulla valutazione del rischio nanotecnologico identificati dalla National Nanotechnology Initiative (NNI), un programma del governo federale statunitense che ha come scopo la coordinazione e la promozione della ricerca nanotecnologica e del suo sviluppo negli Usa.

Nel febbraio 2008 il NNI ha elencato tutti i progetti di ricerca sulle nanotecnologie che si svolgono negli Usa. Di questo elenco il PEN ha preso in esame tutti i progetti che hanno a che fare in qualche modo con l’analisi del rischio nanotecnologico presente e futuro. Questi progetti sono stati poi classificati in base alla loro alta, sostanziale, media o scarsa rilevanza sulle tematiche della sicurezza.

Dopo aver identificato 62 progetti federali altamente rilevanti sul tema della sicurezza nanotecnologica il PEN ha cercato di stabilire l’ammontare della copertura finanziaria per confrontarla con quella degli anni precedenti. Secondo le conclusioni del PEN i finanziamenti federali degli Usa sarebbero passati da 37,7 milioni di dollari nel 2006 a soli 13 milioni nel 2007, contro i 24 milioni stanziati dall’Europa lo scorso anno. Siamo quindi a una proporzione del quasi il doppio rispetto ai finanziamenti Usa che solo l’anno precedente erano quasi tre volte maggiori.

Secondo il direttore scientifico del PEN Andrew Maynard non è accettabile che degli 1,4 miliardi di dollari destinati dal governo federale alla ricerca nanotecnologica neanche il 3% venga speso per la ricerca sulla sicurezza ambientale e sanitaria per la quale, sempre secondo Maynard, dovrebbero invece essere destinati almeno il 10% dei fondi.

Secondo i dati più recenti ogni settimana vengono introdotti nel mercato almeno quattro nuovi prodotti nanotecnologici. Circa il 60% riguardano oggetti legati alla salute e alla cura del corpo come creme o dentifrici. Tuttavia ancora poco si conosce sugli eventuali rischi intrinseci a questi prodotti.

Fonte: Project on Emerging Nanotechnologies