Si chiama Asteroid Deflection Research Center (ADRC) ed è il primo centro di ricerca internazionale dedicato alla progettazione di tecnologie pensate per deviare la traiettoria di eventuali asteroidi in rotta di collisione con la Terra. Sottoscritto in aprile dall’Office of the Executive Vice President and Provost del governo degli Stati Uniti, l’ADRC si è stabilito nel campus della Iowa State University.

74 milioni di anni fa un asteroide delle dimensioni di un chilometro e mezzo di diametro impattò nel centro dello Stato dell’Iowa, negli Stati Uniti, provocando un cratere di 37 chilometri. 65 milioni di anni fa un altro asteroide ben più grande, largo più di 9 chilometri e mezzo, colpì la Terra vicino all’odierna penisola dello Yucatan, in Messico, creando il cratere di Chicxulub, con un diametro di 171 chilometri.

Deep Impact

Parlando di milioni di anni si potrebbe pensare che il rischio di una prossima collisione risulti molto improbabile. Niente di più sbagliato! Infatti solo 100 anni fa, il 30 giugno del 1908, un piccolo asteroide di 10 metri esplose nei cieli di Tunguska, in Siberia. L’esplosione distrusse gli alberi e il resto della vegetazione in un’area di 500 mila acri. Ma se l’esplosione fosse occorsa solo quattro ore più tardi San Pietroburgo e Mosca sarebbero state completamente spazzate via da una forza distruttrice pari a 500 bombe nucleari.

Dal 1990 gli scienziati hanno incominciato a studiare un modo per governare simili emergenze, ma dopo quasi venti anni di ricerche non esiste ancora un pieno accordo sulle strategie e tecnologie da usare. L’ADRC ospiterà entro l’anno un simposio internazionale sulle tecnologie adatte alla deviazione degli asteroidi. Scienziati e ingegneri dalla NASA, dall’ESA, dalle accademie e dalle industrie aerospaziali saranno invitati al campus dell’Iowa State University per formulare una roadmap per lo sviluppo di queste tecnologie.

Lo scorso novembre un dossier della Nasa ha parlato di 900 oggetti potenzialmente pericolosi (PHOs). La maggior parte sono asteroidi con un diametro di almeno 150 metri e con una traiettoria che arriva almeno a 7,5 chilometri dall’orbita terrestre.

Da alcune migliaia di anni la nostra specie si è imposta sugli altri esseri viventi. Negli ultimi due secoli la scienza ha permesso all’uomo di piegare la natura secondo il proprio volere. Tuttavia rimaniamo infinitamente minuscoli rispetto all’immensità dell’universo.

Le polveri sollevate dall’asteroide che colpì lo Yucatan oscurarono il sole per diverso tempo, tanto da bloccare la catena alimentare dei dinosauri che per la gran parte si estinsero rapidamente. Noi esistiamo sulla Terra da circa 200 mila anni. Niente in confronto alla dominazione dei grandi rettili che durò ben 100 milioni di anni e che fu spazzata via in un attimo. Siamo poco più che ragazzini e come tali ignoriamo gran parte dei pericoli che ci circondano.

Fonte: Iowa State University


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  1. Soldi buttati via? Meglio spendere il denaro pubblico su altre questioni ben più urgenti?