Accrescere la conoscenza del pubblico riguardo scienze emergenti come le nanotecnologie o l’intelligenza artificiale  aumenta la preoccupazione e la richiesta di cautela.

È quello che hanno scoperto Michael Cobb e Patrick Hamlett, ricercatori della North Carolina State University, Usa,  con uno studio in cui hanno dimostrato che i problemi legati all’accettazione pubblica della scienza non dipendono esclusivamente dall’ignoranza dei comuni cittadini su queste tematiche, ma che proprio l’informazione tende invece a far emergere criticità prima non considerate.

Rappresentazione grafica di un probabile nanorobot che
trasporta uno spermatozoo (fonte: scienceblogs.com)

I due ricercatori hanno adattato in sei Stati degli Stati Uniti il modello danese delle consensus conference: uno strumento di deliberazione popolare nel quale i cittadini, dopo aver discusso con gli specialisti presenti, forniscono ai politici valutazioni condivise su tematiche critiche.

Prima e dopo il dibattito ai cittadini è stato posto un questionario per valutare la loro posizione su alcune scienze emergenti. I due hanno constatato che, dopo la discussione con gli scienziati, i cittadini che davano più peso ai benefici delle nuove discipline rispetto ai rischi scendevano dall’82 al 66%.

I risultati della ricerca sono stati presentati a fine giugno alla X Conferenza sulla comunicazione pubblica della scienza e della tecnologia a Malmö, in Svezia.

Fonte: North Carolina State University

Questo articolo è stato pubblicato su Le Scienze, n. 481, settembre 2008, p.38.
Non è consentito l’utilizzo anche parziale del presente testo per scopi commerciali.