In un recente studio in laboratorio, Thomas Shea, ricercatore alla University of Massachusetts Lowell, Usa, ha dimostrato che bere succo di mela aiuta a ritardare la progressione dell’Alzheimer.

L’Alzheimer è una malattia neuro degenerativa che colpisce le facoltà mentali del pensiero, del linguaggio, dell’apprendimento e della memoria, soprattutto nelle persone anziane facendo perdere loro la capacità di autogestire la propria vita.

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Le mani di una persona affetta da Alzheimer
(Fonte: Ann Gordon – Flickr)

Nel suo studio, i cui risultati sono stati pubblicati questo mese sul Journal of Alzheimer’s Disease, Shea  ha somministrato giornalmente a dei topi una quantità di succo di mela pari a due bicchieri, osservando poi che il loro organismo produceva meno frammenti proteici e quindi meno “placche amilodi”.

Una delle caratteristiche dell’Alzheimer è infatti la comparsa e lo sviluppo di queste placche tra i neuroni del cervello. Il termine amiloidi indica genericamente i frammenti proteici che di solito vengono smaltiti dall’organismo. Per ragioni ancora sconosciute queste amiloidi non spariscono nelle persone affette da alzheimer e quindi si accumulano formando delle placche dure e insolubili.

«Questa scoperta ci fornisce ancora maggiori evidenze sul collegamento tra fattori nutrizionali e fattori genetici legati al rischio dell’insorgenza di questa malattia neuro degerativa – ha spiegato Shea – il consumo regolare i succo di mela non solo aiuta a mantenere le funzioni della mente in forma, ma è anche efficace nel ritardare gli aspetti chiave dell’Alzheimer aumentando così gli approci terapeutici alla cura della malattia».

Fonte: Journal of Alzheimer’s Disease