Con il 2009 si festeggiano contemporaneamente i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e i 150 anni dalla pubblicazione dell’Origine della Specie, il saggio che ha iniziato ad aprire la scatola della biodiversità con l’occhio razionale della selezione naturale.

A proposito arriva proprio uno studio, pubblicato recentemente su Science, che offre importanti indizi su come non solo le nuove specie vengano alla luce, ma come la medesima biodiversità possa giocare un ruolo importante nella creazione di sé stessa.

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Charles Darwin nasce in Inghilterra il 12 febbraio
del 1809 e muore all’età di 73 anni il 19 aprile 1882

Andrew Forbes, Thomas Powell e Jeffrey Feder della University of Notre Dame, Indiana, Usa, hanno mostrato che la vespa Diachasma alloeum si sta evolvendo in una specie incipiente (che si sta per isolare dal punto di vista riproduttivo) in risposta alla specializzazione della mosca da frutto Rhagoletis pomonella.

In origine questa mosca attaccava il frutto degli alberi di biancospino, ma circa 150 anni fa una parte della popolazione passò ai frutti dei meli. Il nuovo adattamento ecologico comportò un differenziamento sempre più marcato rispetto alla popolazione di origine e ciò culminò nella comparsa di una nuova specie ora diffusa in tutti gli Stati Uniti.

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Immagine di una Diachasma alloeum
su una mela (Fonte: Andrew Forbes)

I ricercatori hanno osservato che anche le vespe Diachasma alloeum, le quali si nutrono delle larve delle Rhagoletis, stanno evolvendo a loro volta in una nuova specie incipiente, mostrando in gran parte gli stessi adattamenti ecologici delle mosche. «Quando nuove specie si formano  queste possono creare nuove opportunità per altre dando quindi vita  a nuove specializzazioni a catena», ha spiegato Feder.

Non è detto però che ogni strada porti necessariamente a un’altra. Le vespe della nuova specie incipiente infatti non derivano da individui che parassitavano le larve delle mosche nei biancospini, ma da un tipo che infestava le piante di mirtilli.

«Questa idea di “specializzazioni a cascata” che avvengono in natura hanno importanti applicazioni non solo nella comprensione dei processi di speciazione – ha spiegato ancora Feder – ma sono fondamentali anche per capire come la biodiversità modifica sé stessa, ad esempio, successivamente a eventi di estinzioni di massa; oppure perché alcuni gruppi di organismi con un certo stile di vita possono differenziarsi più di altri; o perché alcune regioni possano essere più ricche di vita rispetto ad altre vicine».

Fonte: Science