L’Orbiting Carbon Observatory, il satellite costruito dalla Nasa per rilevare le concentrazioni di CO2 nel pianeta e controllare gli effetti dei cambiamenti climatici, purtroppo non porterà mai a termine la propria missione.

Oggi alle 01.55 ora locale (quasi le 8.00 da noi) è stato lanciato dalla base dell’Air Force di Vandenberg, California, il razzo Taurus XL contenente il costosissimo laboratorio spaziale del valore di 278 milioni di dollari.

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Il razzo Taurus XL che conteneva l’Orbiting
Carbon Observatory (Fonte: dailymail.co.uk)

Al momento del distacco del satellite qualcosa sembra però essere andato storto. Secondo la ricostruzione della Nasa la carenatura aerodinamica che avvolgeva le apparecchiature del laboratorio spaziale, che aveva il compito di proteggere i delicati strumenti dal calore e dalla pressione del lancio, non si sarebbe staccata dal razzo vettore.

Il peso eccessivo non avrebbe permesso al satellite di raggiungere l’orbita condannando quindi l’intera struttura a precipitare verso la Terra. L’Orbiting Carbon Observatory, che avrebbe dovuto eseguire 8 milioni di misurazioni ogni 16 giorni, integrando il proprio lavoro con gli osservatori terrestri e gli altri satelliti, ha terminato la sua breve esistenza con uno spettacolare tuffo nell’Oceano Antartico.

È paradossale notare come uno strumento nato originariamente per migliorare il pianeta in cui viviamo, sia finito invece in fondo agli abissi con il suo carico rimanente di idrazina. Non proprio una buona pubblicità per la Nasa e la sua causa ambientalista.

Fonte: Nasa